URBANE ABITUDINI - Galleria

Forme vagamente geometriche sperimentano il ciclo delle urbane abitudini.

Sfondi e colori utilizzano la realtà in un esercizio di mimesi delle confuse
azioni umane: è il caos.

E' questa una porta, la porta della città delle urbane abitudini

 

 


 “Coda con isole della mente”

Ogni giorno incontriamo decine di  persone, siamo immersi in un “agglomerato” di figure delle quali non ricordiamo nulla o quasi

Nella coda della memoria rimane solo una scia ed un vago ricordo di chi si è incontrato. Alcune figure sono più definite: hanno fatto o detto qualcosa che ci ha colpito, che forse vale la pena di raccontare….

 A casa abbiamo bisogno di rilassarci di trovare una nostra oasi per lasciare fuori le code della mente.


Coda con isole della mente (60 x 80, Olio su tela)
 

  

 


“Dicotomia con punto di contatto”

Due “Eserciti”, due schieramenti in contrapposizione.

Il primo (quello sulla sinistra) è composto da più persone e quindi in superiorità numerica. Il piccolo esercito sulla destra è inferiore numericamente ma imponente dal punto di vista delle capacità; si intuisce che sarà lui a vincere perchè è stato selezionato.

L’areola di luce che lo circonda sembra quasi derivare da un click su un’icona di un programma per computer. Un solo punto in comune li unisce ancora: un falso accordo.
 

Sulla destra dentro l’isola della mente “l’uomo di spalle” che fa finta di credere.
 

Dicotomia con punto di contatto  (50 x 60, Olio su tela)

 

 


“L’uomo ed il suo segno”

La scrittura permette di scambiare concetti e descrivere sensazioni. Il disegno o ancora meglio il segno  permette di trasferire a prima vista un’emozione in maniera semplice, primordiale.

Se questa affermazione fosse reale... non dovrei scrivere alcun commento al quadro.

L’uomo ed il suo segno (50 x 60, Olio su tela) 

 

 
“Giornata Urbana”

Lo sguardo rivolto verso la quotidianità (rappresentata da uno stilizzato paesaggio urbano) delle figure centrali, sembra approvare la scelta  del personaggio che si intravede nella “finestra” sulla destra.
L’uomo di spalle (sulla sinistra)
  è solo, costretto nel ruolo della disapprovazione.

  Giornata Urbana (50 x 60, Olio su tela)   

 


Il tavolo delle decisioni

Una riunione. In primo piano ci sono i principali attori; dietro le loro spalle ci sono delle figure secondarie, fatte della stessa essenza ma non degne di partecipare all’incontro. Sono spettatori ansiosi, vogliosi  di essere trascinati e poter così sfruttare l’occasione di "sfruttare" come “remore” attaccate ai propri squali.

Altri elementi completano la scena: il solito uomo di spalle e ulteriori spettatori di diversa natura.

Tali spettatori oltre che essere esclusi dal partecipare, non possono neanche entrare, o meglio non vogliono.

Ma chi o cosa prende le decisioni? O meglio quale parte di noi da origine alla reazione conseguente gli stimoli esterni? Quali variabili analizziamo prima di reagire e da quale punto di vista le analizziamo? Siamo tra i partecipanti? Tra gli spettatori diretti? Oppure tra quelli esterni?

 Il Tavolo delle Decisioni (50 x 60, Olio su tela)   

 


Gli adulatori della grande vita

E’ il trionfo della Superficialità sull’uomo. Una schiera di “ominicchi” protesi verso il falso profeta, verso il punto di riferimento imposto.

Hanno fatto una scelta a senso unico: la “Grande Vita” ovvero tutto ciò che rimane tolto il quotidiano, tolto ciò che non aiuta a raggiungere la vita ideale, naturalmente secondo il “Nostro” punto di vista, a volte limitato, irragionevole ed estremamente condizionato dal tempo e dagli altri.

Prima o poi ce la farò…, prima o poi tutto cambierà…., prima o poi sarò come…

Ma ecco lì il tempo: giustiziere, vendicatore, così’ evanescente che l’uomo ha sentito la necessità di caratterizzarlo, misurarlo in modo di avere l’illusione di poterlo controllare.

Il solo passare del tempo può interrompere lo stato di torpore dell’uomo nei confronti della sua vita, solo una presa di coscienza può farci capire che l’insoddisfazione è legata ad un errato punto di riferimento, che ci ha portato a vivere con un ritmo multiplo della grandezza imposta dal ciclo naturale.

 Gli adulatori della grande vita (50 x 60, Olio su tela)

  

 


 
  

 
Alcuni studi per un quadro

 

 

 

 

 

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