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 Fuga, si,
è fuga dal
tempo. Sono segni che si
espandono senza rumore. Sono gli spigoli del filo del nulla. Sono
ombre sfuggite alla ragione. Sono l'eccezione alla regolarità del mondo, quel
poco che l'annoiato
filo del nulla concede.
Su un semplice
foglio si
mette in scena la lotta tra bianco e nero,
una sfida
che appare inutile agli occhi della nostra ragione. Nonostante la freddezza
della logica consueta, però, questi segni cercano di sciogliere i sensi tesi
di chi osserva, come inebrianti fumi aromatici.
Senza dolore la mente si perde alla ricerca di forme che appaiono e scompaiono
senza motivo. Così, tra angoli
didascalici ed altezzose curve, si brucia l'inutilità dei nostri minuti
distrattamente preziosi. Cosè? Perchè non si riesce
a capire bene? Perchè rimane un turbamento inespresso?
E' il filo del
nulla a trattenervi? Non si vede!? Vi sfugge?!
In fondo, non importa a
nessuno: non ai segni, non al filo del nulla e forse neanche a voi
stessi già stanchi.
Il filo
del nulla è questo inchiostro schizzato con apparente negligenza controllata.
Sta li, come ombra sospesa. Sta su di voi, sul tempo, sul luogo, nell'azione, dentro
e fuori del tempo, indifferente a giudizio e rifiuto, libero da pena e morte.
Il filo del nulla è dentro gli inchiostri,
in questi intralci di nero su candidi fogli.
Se vi lasciate andare forse potrete "guardare" nel tempo
che lentamente si consuma. Gli inchiostri sono strappi di libertà
sfuggiti al filo del nulla.
Il filo del nulla
è libertà e prigione insieme, ed insieme uno. Solo diventando "veramente"
amici del carceriere si può sperare di sfuggirgli. Partendo da
piccoli strappi si può forse mettere insieme la mappa che
porta alla comprensione che libera. Perchè non tentare?
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